Regione Lazio - PR FESR 2021-2027 - Nuovo Fondo Piccolo Credito - Sezione Ordinaria 2026

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INFORMATIVA TECNICA

REGIONE LAZIO

PR FESR Lazio 2021-2027

Nuovo Fondo Piccolo Credito – Sezione Ordinaria 2026

Finanziamento a tasso zero per MPMI, Consorzi, Reti di imprese e Liberi Professionisti con difficoltà di accesso al credito

Premessa e inquadramento generale

La Regione Lazio ha attivato la nuova finestra 2026 del Nuovo Fondo Piccolo Credito – Sezione Ordinaria, strumento finanziario destinato a favorire l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese, dei consorzi, delle reti di imprese con soggettività giuridica e dei liberi professionisti operanti nel territorio regionale. La misura è pubblicata nell’ambito del Programma Regionale FESR Lazio 2021-2027, Obiettivo Strategico 1 “Europa più competitiva e intelligente”, Obiettivo Specifico 3, ed è cofinanziata anche dal POC Lazio 2014-2020 e da risorse regionali derivanti dai rientri degli strumenti finanziari attivati nel precedente ciclo di programmazione.

Il Nuovo Fondo Piccolo Credito, di seguito anche NFPC, si pone in continuità con analoghi strumenti già attivati nella precedente programmazione europea e ha l’obiettivo di ridurre il fallimento del mercato del credito nel Lazio, con particolare riferimento alle imprese che presentano fabbisogni finanziari di importo contenuto e che possono incontrare difficoltà nell’accesso al credito bancario ordinario.

La misura non è un contributo a fondo perduto, ma un finanziamento agevolato a tasso zero, con erogazione diretta, senza garanzie e senza costi ordinari di istruttoria, destinato a sostenere progetti aziendali organici e funzionali da realizzare presso una sede operativa localizzata nel Lazio. La pagina ufficiale Lazio Europa conferma che l’agevolazione consiste in un finanziamento da 10.000 euro a 50.000 euro, con durata 60 mesi, preammortamento di 12 mesi, tasso di interesse pari a zero e rimborso a rata mensile costante posticipata. 

L’intervento è particolarmente interessante per imprese e professionisti che necessitano di un sostegno finanziario di importo non elevato, ma utile a coprire investimenti materiali e immateriali, consulenze e fabbisogno di capitale circolante, nell’ambito di un progetto coerente con lo sviluppo dell’attività.

Dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria complessiva dell’Avviso è pari a 51.768.384,79 euro. L’Avviso specifica che tali risorse sono costituite, per 41.441.875,93 euro, da fondi a valere sul PR Lazio FESR 2021-2027, per 5.326.508,86 euro da risorse del POC Lazio 2014-2020 e per 5.000.000 euro da rientri degli strumenti finanziari attivati nel periodo di programmazione 2014-2020.

La pagina ufficiale Lazio Europa sintetizza l’importo disponibile in circa 51,7 milioni di euro, confermando la provenienza delle risorse da FESR Lazio 2021-2027, POC Lazio 2014-2020 e risorse regionali derivanti dai rientri degli strumenti finanziari 2014-2020. 

Le risorse sono assegnate con procedura a sportello, secondo l’ordine cronologico di protocollazione delle domande e fino a esaurimento della dotazione disponibile. Non è previsto overbooking; lo sportello resta aperto fino al raggiungimento di richieste pari alla dotazione dell’Avviso.

Finalità della misura

Il Nuovo Fondo Piccolo Credito è finalizzato a favorire l’accesso al credito delle MPMI già costituite e dotate di storia finanziaria, che presentano difficoltà nell’ottenimento di finanziamenti bancari ordinari a causa di fabbisogni di importo contenuto.

L’obiettivo non è coprire esigenze generiche di liquidità né rifinanziare debiti finanziari esistenti. L’Avviso stabilisce infatti espressamente che il finanziamento agevolato non può essere finalizzato al rimborso di altri debiti finanziari né a mera liquidità.

Il finanziamento deve essere collegato a un Progetto organico e funzionale, da realizzare presso una sede operativa localizzata nel Lazio, coerente con almeno una delle finalità previste dall’Avviso:

rafforzamento delle attività generali dell’impresa;

realizzazione di nuovi progetti;

penetrazione di nuovi mercati;

nuovi sviluppi da parte dell’impresa, ad esempio nuovi prodotti, nuovi brevetti o altre iniziative evolutive.

La pagina ufficiale Lazio Europa conferma che sono ammessi progetti finalizzati al rafforzamento delle attività generali, alla realizzazione di nuovi progetti, alla penetrazione di nuovi mercati e a nuovi sviluppi da parte delle imprese. 

Soggetti beneficiari

Possono presentare domanda di agevolazione:

Micro, Piccole e Medie Imprese – MPMI;

Consorzi e Reti di imprese aventi soggettività giuridica;

Liberi Professionisti.

La pagina ufficiale Lazio Europa conferma che i beneficiari del NFPC sono MPMI, Consorzi e Reti di imprese aventi soggettività giuridica e Liberi Professionisti titolari di partita IVA fiscalmente residenti nel Lazio. 

Alla data di presentazione della domanda, i richiedenti devono rispettare alcuni requisiti essenziali. Devono rientrare nei parametri dimensionali di MPMI, anche nel caso di liberi professionisti, consorzi e reti di imprese con soggettività giuridica; devono avere gli ultimi due bilanci chiusi depositati, oppure, per i liberi professionisti, le ultime due dichiarazioni dei redditi; devono avere o impegnarsi ad aprire, al massimo entro la data di sottoscrizione del contratto di finanziamento, una sede operativa nel Lazio; devono svolgere in tale sede l’attività imprenditoriale destinataria del finanziamento; devono avere un’esposizione complessiva limitata a 100.000 euro verso il sistema bancario sui crediti per cassa a scadenza, come rilevabile dalla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia.

La pagina Lazio Europa conferma tali requisiti, richiamando in particolare il limite di esposizione complessiva verso il sistema bancario pari a 100.000 euro sui crediti per cassa a scadenza. 

Requisiti generali di ammissibilità

Oltre ai requisiti soggettivi, i richiedenti devono possedere i requisiti generali di ammissibilità previsti dall’Avviso e dalla relativa Appendice. In particolare, viene evidenziata la necessità di possedere un DURC regolare, verificato dal Gestore tramite la piattaforma “DURC online”.

Un requisito particolarmente rilevante per le imprese soggette all’obbligo è il possesso, alla data della domanda, della polizza assicurativa contro i rischi catastrofali, prevista dall’articolo 1, commi 101-111, della Legge n. 213/2023. L’Avviso specifica che, laddove il richiedente sia soggetto a tale obbligo, la mancanza della polizza in corso di validità determina l’inammissibilità della domanda.

La pagina ufficiale Lazio Europa richiama espressamente il possesso della polizza catastrofale, laddove dovuta, quale requisito da possedere alla data della domanda. 

Dal punto di vista operativo, questo requisito deve essere verificato con attenzione prima della presentazione della domanda, soprattutto per le imprese obbligate all’iscrizione nel Registro delle imprese e rientranti nelle decorrenze previste dalla normativa vigente.

Settori e codici ATECO ammissibili

L’Avviso prevede un perimetro ampio di attività economiche ammissibili, fermo restando il divieto di finanziare progetti rientranti nelle attività escluse. I richiedenti devono esercitare, presso la sede operativa destinataria dell’intervento, un’attività risultante dal Registro delle imprese o dal cassetto fiscale, in caso di soggetti non tenuti all’iscrizione al Registro delle imprese, rientrante nelle categorie ATECO 2025 indicate dall’Avviso.

Le categorie ammesse coprono un ampio spettro di attività, tra cui attività estrattive, manifatturiere, energia, acqua e gestione rifiuti, costruzioni, commercio, trasporto e magazzinaggio, alloggio e ristorazione, editoria, telecomunicazioni e servizi informatici, attività finanziarie e assicurative, immobiliari, professionali, scientifiche e tecniche, servizi amministrativi e di supporto, istruzione e formazione, sanità e assistenza sociale, attività artistiche, sportive e di intrattenimento, altre attività di servizi e ulteriori categorie espressamente indicate nell’Avviso.

L’ammissibilità del codice ATECO non elimina comunque la necessità di verificare il contenuto concreto del progetto. Un’impresa può rientrare tra i codici ammessi, ma presentare un progetto non finanziabile se riferito ad attività escluse o non coerenti con le finalità del Fondo.

Tipologia di agevolazione

L’agevolazione consiste in un finanziamento a tasso zero, erogato a valere sulla Sezione Ordinaria del Nuovo Fondo Piccolo Credito. Le principali caratteristiche sono:

importo minimo: 10.000 euro;

importo massimo: 50.000 euro;

durata: 60 mesi, incluso il periodo di preammortamento;

preammortamento: 12 mesi obbligatorio;

tasso di interesse: zero;

tasso di interesse di mora: 2% annuo in caso di ritardato pagamento;

rimborso: rata mensile costante posticipata;

assenza di garanzie.

La pagina ufficiale Lazio Europa conferma i principali elementi dello strumento: importo da 10.000 a 50.000 euro, durata di 60 mesi con 12 mesi di preammortamento, tasso zero e rimborso a rata mensile costante posticipata. 

L’Avviso precisa inoltre che al beneficiario non vengono applicati altri costi o oneri, quali spese di istruttoria, commissioni di erogazione e incasso, penali di estinzione anticipata o altri oneri, salvo quelli eventualmente previsti per legge.

Intensità dell’agevolazione e regime de minimis

Il finanziamento agevolato può coprire fino al 100% del Progetto. Sono ammissibili anche progetti di importo superiore a 50.000 euro; in tal caso, il finanziamento coprirà una quota inferiore al 100% del progetto, fermo restando il limite massimo del prestito pari a 50.000 euro.

La pagina Lazio Europa conferma che il costo totale del progetto non deve essere inferiore a 10.000 euro, che il finanziamento può coprire fino al 100% del progetto e che sono ammessi progetti di importo superiore a 50.000 euro, con copertura inferiore al 100%. 

L’agevolazione è calcolata in termini di Equivalente Sovvenzione Lorda – ESL, pari al differenziale tra il tasso zero applicato al finanziamento e il tasso di interesse di riferimento per operazioni comparabili, alla data di firma del contratto. L’ESL deve rientrare nei massimali previsti dal Regolamento UE n. 2831/2023 de minimis.

Questo significa che, pur trattandosi di un finanziamento e non di un contributo a fondo perduto, l’aiuto di Stato rilevante è rappresentato dal vantaggio economico derivante dal tasso zero rispetto al tasso di mercato. In fase istruttoria sarà quindi necessario verificare il plafond de minimis dell’impresa unica e gli eventuali altri aiuti ricevuti sulle medesime spese.

Progetti ammissibili

Sono ammissibili i progetti da realizzare presso la sede operativa localizzata nel Lazio e connessi a una delle finalità previste dall’Avviso.

Il progetto può riguardare il rafforzamento dell’attività generale dell’impresa, ad esempio interventi volti a stabilizzare o difendere la posizione di mercato esistente, rafforzando la capacità produttiva. Può inoltre riguardare la realizzazione di nuovi progetti, come la costruzione di nuovi impianti o una nuova campagna di marketing; la penetrazione di nuovi mercati, intesa come espansione di prodotti o servizi o espansione territoriale; oppure nuovi sviluppi aziendali, come nuovi brevetti o nuovi prodotti.

Nell’ambito del progetto possono essere incluse, tra l’altro, spese per investimenti materiali e immateriali, spese di consulenza e copertura del fabbisogno di circolante, senza limiti percentuali sul costo totale del progetto, a condizione che il progetto risulti organico e funzionale e risponda ad almeno una delle finalità ammesse.

La pagina Lazio Europa conferma che nell’ambito del progetto possono essere previste spese per investimenti materiali e immateriali, consulenze e copertura del fabbisogno di circolante. 

Spese ammissibili

Sono ammissibili, in via generale, le spese direttamente collegate al progetto finanziato e coerenti con le finalità dello strumento.

Rientrano, in particolare:

  • investimenti materiali;
  • investimenti immateriali;
  • spese di consulenza;
  • fabbisogno di capitale circolante;
  • locazione e opere per l’adeguamento funzionale e la ristrutturazione della sede destinataria dell’intervento, nei limiti previsti dall’Avviso;
  • acquisto di beni usati, purché non acquistati da parti correlate e con caratteristiche tecniche adeguate all’esigenza del progetto e conformi alla normativa vigente;
  • acquisto di mezzi targati, solo se funzionali all’attività di impresa e registrati a nome dell’impresa o del libero professionista.

L’IVA rappresenta una spesa ammissibile se dovuta al fornitore.

I beni materiali agevolati non devono essere alienati o ceduti nei tre anni successivi all’approvazione della rendicontazione finale da parte del Gestore, salvo sostituzione con beni aventi caratteristiche tecniche non inferiori. In caso contrario, il finanziamento può essere ridotto in rapporto alla spesa effettivamente sostenuta e al periodo in cui il bene è stato alienato o ceduto.

Spese non ammissibili

L’Avviso prevede una serie di spese non ammissibili. Non sono ammesse, in primo luogo, le spese già fatturate alla data della domanda. Ciò significa che il progetto deve avere data di avvio successiva alla presentazione della domanda.

Non sono inoltre ammissibili:

  • spese sostenute nei confronti di parti correlate;
  • investimenti realizzati tramite locazione finanziaria e acquisto con patto di riservato dominio;
  • lavori in economia;
  • acquisizione di azioni o quote di impresa;
  • interessi passivi;
  • spese sostenute con modalità di pagamento non tracciabili, con esclusione dei pagamenti in contanti;
  • commissioni per operazioni finanziarie;
  • perdite di cambio e altri oneri finanziari;
  • beni a uso promiscuo;
  • ammende e penali;
  • spese di rappresentanza;
  • avviamento.

Dal punto di vista operativo, la non ammissibilità delle spese già fatturate alla data della domanda è uno degli elementi più rilevanti: l’impresa deve evitare di anticipare fatture prima della presentazione, se intende ricomprendere tali spese nel progetto agevolato.

Attività escluse e principio DNSH

I progetti devono rispettare il principio DNSH – Do No Significant Harm, ossia non arrecare un danno significativo all’ambiente, e non devono rientrare nelle attività escluse definite dall’Appendice 1 dell’Avviso.

Tra le attività escluse figurano, in particolare, i settori dell’agricoltura, pesca e acquacoltura nei limiti richiamati dall’Avviso, nonché attività non conformi ai regimi di riferimento o non ammissibili al FESR. Sono inoltre esclusi, tra gli altri, progetti relativi a produzione e commercio di tabacco e bevande alcoliche distillate, produzione e commercio di armi e munizioni, gioco d’azzardo, pornografia, energia nucleare, attività che violano diritti umani o diritti individuali, attività finanziarie quali acquisto o negoziazione di strumenti finanziari, operazioni di buy-out o replacement capital e ulteriori attività vietate dalla normativa applicabile.

Gli investimenti legati alla produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, stoccaggio o combustione di combustibili fossili sono soggetti a specifiche limitazioni. L’Avviso precisa che tali investimenti possono essere finanziati esclusivamente mediante risorse POC 2014-2020 e risorse regionali fino a esaurimento; i mezzi targati a trazione elettrica possono invece essere finanziati attraverso fondi FESR.

Importo del progetto e copertura finanziaria

Il valore del progetto presentato deve essere almeno pari a 10.000 euro. Il finanziamento agevolato può coprire fino al 100% del costo del progetto, ma non può superare 50.000 euro.

In termini pratici, un progetto da 10.000 euro può essere finanziato interamente; un progetto da 30.000 euro può essere coperto integralmente dal prestito agevolato; un progetto da 80.000 euro può essere ammesso, ma il finanziamento non potrà superare 50.000 euro e la restante parte dovrà essere coperta con mezzi propri o altre fonti coerenti con le regole di cumulo.

Questo aspetto rende la misura particolarmente adatta a progetti di importo contenuto o medio-piccolo, ma non a operazioni di investimento strutturale di importo elevato, salvo che il finanziamento agevolato venga utilizzato come componente integrativa di una più ampia copertura finanziaria.

Modalità e termini di presentazione della domanda

Le domande devono essere presentate esclusivamente online sul portale Fare Lazio, accedendo alla pagina dedicata al Nuovo Fondo Piccolo Credito – Sezione Ordinaria. Lo sportello è accessibile per la compilazione e la firma delle domande dalle ore 10:00 del 7 maggio 2026. La protocollazione delle domande, che determina l’ordine cronologico delle richieste, è consentita dalle ore 10:00 dell’11 maggio 2026.

La pagina ufficiale Lazio Europa conferma che le domande devono essere presentate esclusivamente online su Fare Lazio a partire dalle ore 10:00 dell’11 maggio 2026 e fino a esaurimento delle risorse disponibili; la precompilazione e firma digitale sono possibili dalle ore 10:00 del 7 maggio 2026, senza possibilità di invio e protocollazione prima dell’apertura ufficiale dello sportello. 

Il procedimento è quindi a sportello puro: la tempestività nella protocollazione assume rilievo operativo, perché le domande sono avviate a istruttoria in ordine cronologico di presentazione.

La domanda generata dal sistema deve essere firmata digitalmente dal legale rappresentante, dal libero professionista o dal procuratore, e deve essere completa di tutta la documentazione obbligatoria prevista dall’Avviso. La domanda è resa nella forma di autodichiarazione ai sensi del DPR n. 445/2000 ed è soggetta al pagamento dell’imposta di bollo da 16 euro.

Ogni richiedente può presentare una sola domanda a valere sullo strumento NFPC, salva la possibilità di presentare una seconda domanda se la prima sia stata oggetto di diniego per motivazioni nel frattempo risolte oppure se sia già stato completato il progetto realizzato con il primo finanziamento ottenuto. Non è comunque possibile ottenere più di due finanziamenti a valere sul NFPC.

Documentazione obbligatoria

A corredo della domanda occorre presentare una documentazione articolata, utile sia alla verifica amministrativa sia alla valutazione del merito di credito.

Tra i principali documenti richiesti rientrano:

  • business plan su un orizzonte temporale di almeno due anni, con descrizione dell’attività, fabbisogno finanziario, capacità tecniche e organizzative, esperienza nel settore, previsioni di fatturato, costi di funzionamento e investimenti previsti;
  • relazione descrittiva del progetto, se le informazioni non sono già contenute nel business plan;
  • polizza catastrofale in corso di validità, per i soggetti obbligati;
  • dichiarazione sull’utilizzo del mezzo targato come bene strumentale, se il progetto include l’acquisto di un mezzo targato;
  • dichiarazione sul rispetto del principio DNSH;
  • dichiarazione relativa alle dimensioni di impresa e agli aiuti de minimis;
  • dichiarazione sul titolare effettivo;
  • documentazione per la valutazione del merito di credito;
  • documentazione fiscale e contabile richiesta in funzione della tipologia di soggetto;
  • conto economico preconsuntivo aggiornato;
  • conto economico previsionale o post-programma;
  • elenco dei debiti finanziari a medio termine e degli altri debiti rateizzati;
  • eventuale procura;
  • dichiarazione su conflitti di interessi e clausola antipantouflage.

La presenza di un business plan solido è un elemento essenziale, perché la valutazione non si limita alla verifica formale dei requisiti, ma comprende la sostenibilità economica e finanziaria del progetto e la capacità del richiedente di rimborsare il finanziamento.

Procedura di istruttoria e valutazione

L’istruttoria viene svolta con procedura valutativa a sportello. L’esame di ammissibilità prende avvio dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e le richieste vengono istruite secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Il Gestore effettua sia l’istruttoria amministrativa, relativa alla correttezza della domanda e alla completezza della documentazione, sia l’istruttoria di merito, volta ad accertare la coerenza del progetto con le finalità dell’Avviso e il merito di credito del richiedente. La pagina ufficiale Lazio Europa conferma che la procedura è a sportello e che il Gestore verifica sia l’ammissibilità formale sia il merito, inclusa la coerenza del progetto e il merito di credito del richiedente. 

L’istruttoria di ammissibilità accerta, tra l’altro, la corretta presentazione della domanda, la completezza della documentazione, la sussistenza dei requisiti soggettivi, la validità tecnica, economica e finanziaria del progetto, la pertinenza e congruità delle spese, il merito di credito, la consistenza patrimoniale e la capacità gestionale della MPMI, nonché la regolarità nel rimborso di altri finanziamenti e il livello di indebitamento finanziario tramite Centrale Rischi Banca d’Italia e CRIF.

Il Gestore può concordare con il richiedente una rimodulazione dell’importo richiesto, al fine di renderlo coerente con la capacità di rimborso. In caso di necessità di integrazioni documentali, il termine per l’invio è fissato in 15 giorni dal ricevimento della richiesta.

Concessione, contratto ed erogazione

Le richieste di finanziamento sono deliberate dal Gestore entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda; in caso di verifiche a campione sulle dichiarazioni rese ai sensi del DPR 445/2000, il termine è incrementato di 15 giorni. Tali termini possono essere sospesi per richieste di integrazione o per riscontri da banche dati, come Centrale Rischi e DURC online.

In caso di esito positivo, il Gestore trasmette la comunicazione di concessione tramite portale. Entro 10 giorni dalla comunicazione di concessione, o dall’acquisizione della documentazione necessaria alla stipula, il Gestore predispone sul portale il contratto di finanziamento sottoscritto digitalmente. Il beneficiario deve sottoscrivere e caricare il contratto in piattaforma entro 15 giorni dal caricamento da parte del Gestore; il mancato rispetto di tale termine comporta la revoca dell’agevolazione concessa.

In caso di esito positivo delle verifiche, entro 10 giorni dalla stipula del contratto il Gestore eroga il finanziamento agevolato in un’unica soluzione, mediante bonifico bancario sul conto corrente indicato dal beneficiario.

La pagina Lazio Europa conferma che l’erogazione avviene in un’unica soluzione. 

Durata e termini di realizzazione del progetto

Sono ammissibili solo progetti la cui data di inizio sia successiva alla data di presentazione della domanda.

Il progetto deve essere realizzato entro 12 mesi dalla data di erogazione del finanziamento agevolato. È possibile richiedere una proroga dei tempi di realizzazione una sola volta, per un massimo di 3 mesi, tramite istanza motivata da presentare entro 45 giorni prima della scadenza del termine finale. La proroga può essere concessa in presenza di eventi eccezionali e non prevedibili al momento della presentazione della domanda.

La pagina ufficiale Lazio Europa conferma che il progetto deve essere organico e funzionale, realizzato entro 12 mesi dall’erogazione e rendicontato al termine del periodo, con possibilità di verifiche in loco da parte del Gestore. 

Rendicontazione

Il beneficiario deve rendicontare il progetto entro il mese successivo alla scadenza dei 12 mesi dall’erogazione, salvo eventuale proroga. La rendicontazione avviene attraverso la piattaforma Fare Lazio, mediante invio di una relazione conclusiva in forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

La relazione deve contenere la descrizione dettagliata del progetto realizzato, evidenziando la coerenza delle attività svolte con il progetto ammesso; il dettaglio degli investimenti materiali eventualmente acquisiti; la descrizione delle altre spese sostenute; la carta di circolazione e la dichiarazione sull’utilizzo come bene strumentale in caso di acquisto di mezzi targati.

I documenti originali relativi alla realizzazione del progetto devono essere tenuti a disposizione del Gestore per tutta la durata del finanziamento agevolato o comunque per i 5 anni successivi alla concessione dell’agevolazione. Il Gestore può effettuare verifiche in loco per controllare l’operatività dell’impresa nella sede di realizzazione del progetto, il mantenimento dei requisiti e la corrispondenza al vero di quanto dichiarato in rendicontazione.

È tollerata la realizzazione del progetto per un importo non inferiore al 70% di quello ammesso. Una realizzazione inferiore al 70% è ammessa solo se la parte realizzata costituisce un lotto funzionale autonomo.

Cause di inammissibilità

Costituiscono cause di inammissibilità il mancato rispetto delle modalità e dei termini di presentazione della domanda, la mancanza o errata sottoscrizione della domanda e delle dichiarazioni, il mancato possesso dei requisiti soggettivi e generali, l’incompletezza o irregolarità non sanabile della documentazione, l’aver subito decadenza o revoca su precedenti strumenti finanziari senza integrale restituzione degli importi dovuti, l’aver già ottenuto più di un finanziamento a valere sul NFPC, l’aver già presentato una domanda sul medesimo Avviso salvo le eccezioni previste, e l’esito negativo dell’istruttoria e della valutazione.

È quindi necessario prestare attenzione non solo alla documentazione iniziale, ma anche alla storia agevolativa del richiedente, soprattutto in caso di precedenti finanziamenti regionali o revoche non sanate.

Decadenza e revoca

L’agevolazione può decadere fino al completo rimborso del prestito in diversi casi, tra cui concessione o erogazione sulla base di dati o dichiarazioni inesatte, mendaci o reticenti; mancato invio della documentazione propedeutica alla sottoscrizione del contratto; irregolarità riscontrate nei controlli; venir meno dei requisiti; cessazione dell’attività; gravi difformità nella realizzazione del progetto; realizzazione inferiore alla soglia minima; mancata rendicontazione; gravi inadempimenti; mancato pagamento di sei rate; mancato rispetto degli obblighi di conservazione documentale; alienazione o cessione dei beni agevolati nei tre anni successivi all’approvazione della rendicontazione finale; trasferimento della sede operativa fuori dal Lazio entro cinque anni dal completamento del progetto; rinuncia.

La revoca parziale può intervenire in caso di realizzazione o rendicontazione del progetto per un importo inferiore a quello ammesso, purché siano rispettate le condizioni previste dall’Avviso, oppure in presenza di irregolarità che non pregiudichino la validità dell’intero progetto. La revoca totale comporta la perdita del beneficio del termine e l’obbligo di restituzione del prestito eventualmente erogato e non rimborsato, oltre all’ESL eventualmente già goduta.

Obblighi di comunicazione

I beneficiari devono dare pubblicità ed evidenza al sostegno ricevuto dai fondi, nel caso specifico dal FESR, secondo quanto previsto dal Regolamento UE n. 2021/1060. La pagina ufficiale Lazio Europa richiama espressamente gli obblighi di comunicazione e rinvia ai loghi, al kit di applicazione e al Brand Book per il corretto utilizzo degli elementi grafici. 

Dal punto di vista operativo, tale obbligo deve essere considerato già in fase di attuazione del progetto, soprattutto se sono previste comunicazioni aziendali, sito web, materiali promozionali, cartellonistica, documentazione o evidenze pubbliche connesse al progetto agevolato.

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