INFORMATIVA TECNICA
FINANZIAMENTO A FONDO PERDUTO PER LE EMITTENTI TELEVISIVE E RADIOFONICHE LOCALI
Sostegno al pluralismo e all’innovazione dell’informazione – Annualità 2026
1. Inquadramento generale e finalità della misura
La misura “Finanziamento a fondo perduto per le emittenti televisive e radiofoniche locali” rappresenta lo strumento strutturale attraverso il quale lo Stato sostiene il pluralismo dell’informazione, la qualità dei contenuti editoriali e l’innovazione tecnologica nel settore dell’emittenza locale. L’intervento è attuato annualmente in applicazione del DPR n. 146/2017, che disciplina in modo organico la concessione dei contributi pubblici alle emittenti locali, distinguendo tra emittenti commerciali ed emittenti a carattere comunitario.
Per l’annualità 2026, la procedura di accesso ai contributi è stata avviata con Avviso del 14 gennaio 2026, che conferma integralmente l’impianto normativo e operativo già adottato negli anni precedenti, incluse le istruzioni operative pubblicate nel 2025, espressamente richiamate come valide anche per il 2026.
La finalità della misura è duplice:
- garantire la sopravvivenza economica e occupazionale delle emittenti locali;
- incentivare innovazione tecnologica, qualità dell’informazione e produzione di contenuti di interesse pubblico, anche sulla base dei dati di ascolto e della struttura occupazionale.
2. Soggetti beneficiari
Possono beneficiare del contributo le emittenti locali rientranti in una delle seguenti categorie:
a) emittenti televisive locali titolari di autorizzazione per la fornitura di servizi di media audiovisivi in ambito locale;
b) emittenti radiofoniche locali legittimamente operanti in tecnica analogica;
c) titolari di autorizzazioni per la fornitura di servizi radiofonici locali non operanti in tecnica analogica;
d) emittenti televisive e radiofoniche locali a carattere comunitario.
Sono ammessi sia:
- soggetti costituiti in forma societaria;
- sia soggetti comunitari, purché in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.
Requisito essenziale
Tutte le emittenti, commerciali e comunitarie, devono attestare:
- la regolarità contributiva e previdenziale;
- la veridicità delle dichiarazioni rese ai sensi del DPR 445/2000.
Le dichiarazioni mendaci comportano responsabilità penale e l’esclusione dal beneficio.
3. Criteri di concessione e logica di riparto del contributo
Il contributo è concesso sulla base di criteri selettivi, che tengono conto di una pluralità di elementi, tra cui:
- sostegno all’occupazione, con particolare riferimento ai dipendenti e ai giornalisti;
- livello di innovazione tecnologica dell’emittente;
- qualità dei programmi e dell’informazione;
- dati di ascolto, ove applicabili.
Regime specifico per le emittenti comunitarie
Per le emittenti televisive e radiofoniche a carattere comunitario, il contributo è ripartito secondo una logica mista:
- 50% delle risorse assegnate alle emittenti comunitarie è ripartito in parti uguali tra tutti i soggetti ammessi;
- il restante 50% è attribuito sulla base dei criteri di merito, in particolare:
- numero di dipendenti;
- numero di giornalisti impiegati.
Per le emittenti televisive comunitarie, è inoltre richiesto l’impegno a trasmettere programmi di televendita per una durata giornaliera non superiore a 90 minuti, quale condizione per l’accesso al contributo.
4. Spese e dati rilevanti ai fini della domanda
La misura non finanzia investimenti in senso stretto, ma attribuisce il contributo sulla base di dati economici e strutturali dell’emittente, che devono essere correttamente rappresentati in sede di domanda.
Inserimento dei dati economici
Secondo le istruzioni operative confermate per il 2026:
- i ricavi e le spese per innovazione tecnologica devono essere indicati:
- al netto dell’IVA;
- utilizzando esclusivamente i file Excel ufficiali scaricabili dalla piattaforma;
- i dati devono essere coerenti con la contabilità dell’emittente e con la documentazione di supporto.
Spese NON ammissibili
Non sono considerate ammissibili, a titolo esemplificativo:
- lavori di ristrutturazione degli uffici e relativo mobilio;
- materiale edilizio ed elettrico;
- spese di manutenzione ordinaria;
- assistenza tecnica generica, anche da remoto;
- spese accessorie (trasporto, montaggio, confezionamento);
- installazione e collaudo non direttamente riconducibili a interventi di innovazione tecnologica riconosciuti.
Sono ammissibili solo le spese strettamente ed espressamente collegate a interventi di innovazione tecnologica, debitamente documentate e pagate.
5. Dichiarazione del professionista e controlli
Elemento centrale della procedura è la dichiarazione del professionista abilitato, iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili.
Tale dichiarazione deve attestare:
- il dettaglio delle fatture;
- la corretta imputazione delle spese all’emittente/marchio/palinsesto per cui si presenta domanda;
- le modalità di pagamento delle spese dichiarate.
Il Ministero si riserva:
- controlli documentali;
- richieste di integrazione;
- verifiche a campione e successive all’erogazione del contributo.
6. Termini, piattaforma e modalità di presentazione
Finestra temporale
- apertura: 1 febbraio 2026
- chiusura: 28 febbraio 2026
Piattaforma
Le domande devono essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma SICEM, accessibile agli operatori accreditati. L’iter di concessione ed erogazione dei contributi è subordinato alla disponibilità delle risorse stanziate per l’annualità 2026.