Regione Lazio - Sottoprogramma Apistico Regionale 2023-2027

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INFORMATIVA TECNICA – SOTTOPROGRAMMA APISTICO REGIONALE 2023-2027 Contributi per investimenti nel settore dell’apicoltura – Annualità apistica 2026/2027

Ambito territoriale: Regione Lazio
Settore: apicoltura
Agevolazione: contributo a fondo perduto dal 50% al 100% delle spese ammissibili
Dotazione finanziaria: € 588.966,13
Bando pubblicato: 28 luglio 2026
Scadenza: 30 ottobre 2026, ore 23:59
Periodo di attuazione: 1° luglio 2026 – 30 giugno 2027

1. Finalità della misura

La Regione Lazio ha approvato il bando relativo all’annualità apistica 2026/2027 del Sottoprogramma Apistico Regionale 2023-2027, finalizzato a sostenere il miglioramento della produzione e della commercializzazione dei prodotti dell’apicoltura. La misura intende rafforzare la competitività delle imprese apistiche regionali, migliorare la gestione sanitaria e climatica degli alveari, favorire il ripopolamento del patrimonio apistico, sostenere il nomadismo, modernizzare le attività di estrazione e confezionamento e promuovere la qualità del miele e degli altri prodotti dell’alveare. Il bando 2026/2027 presenta alcune rilevanti differenze rispetto alle precedenti annualità, tra cui l’attivazione dell’azione dedicata all’alimentazione di soccorso degli alveari – B2.2 e una nuova ripartizione delle risorse tra le singole azioni. 

2. Soggetti beneficiari

L’accesso alle agevolazioni varia in funzione dell’intervento prescelto.

Apicoltori e imprese apistiche

Per le Azioni B1, B2.1, B3 e B5, possono presentare domanda gli apicoltori che:

  • abbiano sede legale e operativa nel territorio della Regione Lazio;
  • siano titolari di partita IVA;
  • siano iscritti alla Camera di Commercio nella sezione relativa alle imprese agricole;
  • dispongano del codice aziendale rilasciato dalla ASL;
  • siano regolarmente iscritti all’Anagrafe Apistica;
  • abbiano effettuato la denuncia degli alveari;
  • conducano almeno 16 alveari alla data del 31 dicembre 2025.

Per l’Azione B4 – Nomadismo, oltre ai requisiti precedenti, il richiedente deve esercitare effettivamente l’attività di nomadismo, risultante dall’Anagrafe Apistica e comprovata dai modelli 4 utilizzati nella precedente annata apistica per il trasferimento degli alveari.

Per l’Azione B2.2 – Alimentazione di soccorso, è invece richiesta la conduzione di almeno 105 alveari alla data del 31 dicembre 2025.

Forme associate e altri soggetti collettivi

Per l’Azione A1 possono partecipare:

  • associazioni di apicoltori;
  • organizzazioni di produttori del settore apistico;
  • cooperative di apicoltori, loro unioni e federazioni;
  • consorzi di tutela dei prodotti DOP e IGP del settore apistico regionale;
  • organismi specializzati nella ricerca nel settore dell’apicoltura con sede operativa nel Lazio.

Le associazioni, organizzazioni di produttori e cooperative devono avere sede legale e operativa nel Lazio, almeno 50 soci apicoltori, almeno 2.000 alveari registrati in BDA riferibili ai soci e devono garantire che gli apicoltori dichiarati non risultino contemporaneamente iscritti ad altra associazione ai fini del bando.

Le forme associate possono inoltre partecipare:

  • all’Azione B5, esclusivamente per laboratori collettivi di estrazione, conservazione e confezionamento utilizzati a favore dei propri associati;
  • all’Azione F1, per attività collettive di informazione, promozione e valorizzazione delle produzioni apistiche regionali. 

Fascicolo aziendale

Tutti i richiedenti devono avere costituito e aggiornato il proprio fascicolo aziendale nel SIAN, presso un Centro di Assistenza Agricola autorizzato. Il fascicolo deve essere confermato o aggiornato almeno una volta nell’anno solare; in mancanza, non può essere utilizzato per la presentazione della domanda. 

3. Interventi finanziabili

Azione A1 – Seminari, convegni e scambio di buone pratiche

L’Azione A1 finanzia seminari, convegni tematici, materiali didattici e promozionali e attività di scambio delle migliori pratiche. Per l’annualità 2026/2027 il bando non finanzia i corsi ordinari di aggiornamento e formazione, nonostante questi siano richiamati nella denominazione generale dell’Azione. Sono invece ammissibili seminari e convegni, anche a distanza, riguardanti:

  • gestione sostenibile degli alveari;
  • questioni sanitarie e lotta alle patologie;
  • prevenzione dei danni climatici;
  • orientamento al mercato;
  • gestione economica dell’impresa;
  • normativa e adempimenti del settore apistico.

Il contributo copre il 100% della spesa ammessa. La richiesta non può essere inferiore a € 1.000. I principali limiti sono:

  • massimo € 2.000 per ciascun seminario;
  • massimo € 1.000 per ciascun convegno;
  • compensi per docenti e relatori fino a € 80 lordi per ora;
  • durata dei seminari da 5 a 16 ore e comunque non oltre due giorni;
  • durata dei convegni da 3 a 8 ore.

Sono finanziabili compensi, viaggio, vitto e alloggio dei relatori, assicurazioni, affitto di locali e attrezzature, piattaforme per webinar, materiali didattici, materiali promozionali e servizi connessi. 

Azione B1 – Lotta a parassiti e malattie degli alveari

L’Azione finanzia, con contributo del 60%, l’acquisto di:

  • arnie con fondo a rete;
  • scanner e strumenti per il conteggio della varroa;
  • medicinali veterinari autorizzati;
  • attrezzature e prodotti per trattamenti igienico-sanitari;
  • interventi di sterilizzazione e disinfezione delle arnie.

I principali massimali sono:

  • € 100, IVA esclusa, per ciascuna arnia con fondo a rete;
  • € 12, IVA esclusa, per alveare per medicinali, trattamenti igienico-sanitari o sterilizzazione.

I medicinali devono essere registrati per l’utilizzo sulla specie Apis mellifera. L’apicoltore deve inoltre aggiornare correttamente il registro dei trattamenti e conservare la documentazione sanitaria. 

Azione B2.1 – Prevenzione delle avversità climatiche

L’Azione concede un contributo del 60% per strumenti digitali destinati al controllo degli apiari e alla prevenzione dei rischi climatici e sanitari, quali:

  • bilance elettroniche;
  • sistemi di monitoraggio da remoto;
  • dispositivi di allerta;
  • centraline agrometeorologiche;
  • sistemi antifurto;
  • hardware e software specificamente funzionali alle attrezzature.

Sono esclusi i normali personal computer. Per le bilance è previsto un costo massimo ammissibile di € 500, IVA esclusa, per unità

Azione B2.2 – Alimentazione di soccorso

La nuova Azione B2.2 finanzia al 50% l’acquisto di candito o sciroppi zuccherini autorizzati per l’alimentazione degli alveari. L’agevolazione è tuttavia subordinata al riconoscimento ufficiale di una situazione di crisi climatica da parte del MASAF, sulla base della relazione predisposta da ISMEA. La determinazione definitiva della spesa ammissibile avverrà considerando:

  • numero degli alveari condotti, con un minimo di 105;
  • quantità media di prodotto per alveare riconosciuta per il Lazio;
  • prezzo medio nazionale riconosciuto;
  • disponibilità delle risorse finanziarie.

La spesa massima ammissibile per beneficiario è pari a € 7.500. Per questa Azione non sono richiesti tre preventivi e non sono riconosciute spese generali.

Qualora le risorse non risultino sufficienti, gli importi spettanti potranno essere ridotti proporzionalmente tra tutte le domande ammissibili. 

Azione B3 – Ripopolamento del patrimonio apistico

L’Azione concede un contributo del 60% per:

  • sciami di Apis mellifera ligustica su almeno cinque favi;
  • api regine di Apis mellifera ligustica;
  • arniette, incubatrici e attrezzature per le aziende apistiche da riproduzione.

Il materiale biologico deve essere accompagnato da certificazione che attesti l’appartenenza alla sottospecie Apis mellifera ligustica. Le api regine devono essere acquistate presso allevatori iscritti all’Albo nazionale degli allevatori di api italiane. I principali massimali sono:

  • € 100 per ciascuno sciame su cinque favi;
  • € 20 per ciascuna ape regina;
  • € 30 per ciascuna arnietta da riproduzione.

Gli importi si intendono al netto dell’IVA.

Azione B4 – Razionalizzazione della transumanza

L’Azione sostiene al 60% gli apicoltori che praticano il nomadismo, finanziando:

  • arnie da nomadismo;
  • carriole porta-arnie a motore;
  • piccoli rimorchi;
  • sponde idrauliche;
  • muletti elevatori;
  • gru;
  • noleggio o leasing di veicoli;
  • servizi di trasporto degli alveari.

I massimali principali sono:

  • € 100 per ciascuna arnia da nomadismo;
  • € 3.000 per carriole porta-arnie a motore, per aziende con almeno 50 alveari;
  • € 5.000 per piccoli rimorchi e sponde idrauliche, per aziende con almeno 100 alveari;
  • € 12.000 per muletti e gru, per aziende con almeno 200 alveari.

Il noleggio, il leasing dei veicoli e i servizi di trasporto non possono superare il 30% della spesa ammessa per arnie, attrezzature e materiali destinati al nomadismo. L’acquisto di automezzi targati non è finanziabile. 

Azione B5 – Attrezzature per lavorazione e confezionamento

L’Azione finanzia al 60%, per gli apicoltori, l’acquisto di:

  • arnie, melari e telaini;
  • disopercolatrici e smielatori;
  • filtri e sistemi di purificazione;
  • deumidificatori;
  • maturatori e contenitori di stoccaggio;
  • confezionatrici ed etichettatrici;
  • attrezzature per gli altri prodotti dell’alveare;
  • sistemi hardware e software specifici, con esclusione dei PC;
  • dispositivi di protezione individuale;
  • attrezzature per il miglioramento delle condizioni di lavoro.

Per le forme associate il contributo sale al 75%, ma esclusivamente per la realizzazione di laboratori di estrazione, conservazione e confezionamento a servizio dei propri associati.

I principali costi massimi sono:

  • € 100 per ciascuna arnia con fondo a rete;
  • € 20 per ciascun melario;
  • € 2,60 per ciascun telaino con cera.

I laboratori devono essere ubicati nel Lazio, nella disponibilità del beneficiario per tutta la durata del vincolo, muniti di autorizzazione sanitaria o SCIA di produzione e conformi alla normativa edilizia. Non sono finanziabili la costruzione o la ristrutturazione di edifici e magazzini. 

Azione F1 – Informazione, promozione e commercializzazione

L’Azione F1 finanzia al 100% attività collettive per promuovere la qualità delle produzioni apistiche regionali, con particolare riguardo ai prodotti biologici e certificati. Sono ammissibili:

  • eventi, seminari, convegni, concorsi e competizioni;
  • analisi melissopalinologiche, organolettiche e chimico-fisiche esclusivamente collegate agli eventi;
  • campagne educative e informative;
  • materiali promozionali;
  • progettazione e aggiornamento di siti internet informativi;
  • campagne social e web;
  • partecipazione a fiere e manifestazioni regionali e nazionali;
  • quote di iscrizione, affitto e allestimento degli stand.

I principali limiti sono:

  • € 2.000 per evento informativo o promozionale;
  • € 2.000 per campagna educativa o di comunicazione;
  • € 4.000 per ciascuna manifestazione, fiera o esposizione.

Le iniziative devono promuovere genericamente le produzioni apistiche regionali, senza riferimenti a singoli marchi commerciali. Sebbene la descrizione generale dell’Azione richiami anche manifestazioni internazionali, la disciplina analitica delle spese ammissibili fa riferimento a fiere regionali e nazionali. In via prudenziale, la partecipazione a eventi svolti all’estero dovrebbe essere preventivamente sottoposta a chiarimento regionale. 

4. Intensità del contributo e dotazione finanziaria

La dotazione complessiva di € 588.966,13 è ripartita come segue:

AzioneContributoRisorse disponibili
A1 – Seminari e convegni100%€ 45.000,00
B1 – Parassiti e malattie60%€ 80.000,00
B2.1 – Avversità climatiche60%€ 15.000,00
B2.2 – Alimentazione di soccorso50%€ 50.000,00
B3 – Ripopolamento60%€ 150.000,00
B4 – Nomadismo60%€ 45.000,00
B5 – Apicoltori60%€ 155.000,00
B5 – Forme associate75%€ 18.966,13
F1 – Informazione e promozione100%€ 30.000,00

La Regione può rimodulare le risorse tra le diverse azioni per assicurare il pieno utilizzo della dotazione disponibile. La richiesta di contributo per le Azioni A1 e F1 non può essere inferiore a € 1.000. Per l’Intervento B, la spesa complessivamente richiesta dal singolo beneficiario non può essere inferiore a € 1.000.

5. Presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso il portale SIAN, entro il 30 ottobre 2026. È possibile presentare una sola domanda comprendente una o più Azioni. Il richiedente può procedere direttamente oppure delegare un utente qualificato. L’accesso al portale avviene tramite SPID, CIE o CNS. Prima dell’invio devono risultare correttamente aggiornati:

  • fascicolo aziendale;
  • partita IVA;
  • iscrizione camerale;
  • codice aziendale ASL;
  • consistenza degli alveari in BDA;
  • sede legale e operativa;
  • IBAN intestato al beneficiario;
  • recapiti e indirizzo PEC.

La documentazione varia in funzione dell’Azione, ma comprende generalmente relazione tecnica, quadro economico, preventivi, ultima denuncia degli alveari, documentazione sanitaria, modelli 4 per il nomadismo, titoli di disponibilità dei locali e dichiarazioni relative ai criteri di priorità. 

6. Preventivi e congruità delle spese

Per i beni e i servizi non soggetti a costi massimi predeterminati devono essere acquisiti, di regola, almeno tre preventivi.

7. Graduatorie e criteri di priorità

Per le Azioni B1, B2.1, B3, B4 e B5 sono predisposte distinte graduatorie regionali.

Per gli apicoltori sono attribuiti punteggi in relazione a:

  • ubicazione in zone montane o svantaggiate: 15 punti;
  • numero di alveari condotti: da 1 a 60 punti;
  • giovane apicoltore tra 18 e 41 anni non compiuti: 15 punti;
  • azienda apistica biologica: 15 punti;
  • mancata percezione di precedenti aiuti apistici nelle ultime due annualità: 15 punti.

A parità di punteggio viene favorito l’apicoltore più giovane e, in caso di ulteriore parità, la domanda trasmessa per prima. Per le forme associate il punteggio dipende principalmente dal numero degli alveari condotti dai soci e dal numero complessivo dei soci. L’Azione B2.2 non prevede una graduatoria di merito: il riconoscimento dell’aiuto dipenderà dall’accertamento della crisi climatica e, in caso di insufficienza delle risorse, dalla riduzione proporzionale degli importi ammissibili. 

8. Ammissibilità temporale delle spese

Le spese ordinarie sono ammissibili se sostenute dopo la presentazione della domanda di aiuto. Le spese propedeutiche, quali studi di fattibilità e consulenze tecniche per la preparazione del progetto, possono essere sostenute anche prima della domanda, purché:

  • successive al 1° luglio 2026;
  • strettamente necessarie all’intervento;
  • espressamente indicate nella domanda;
  • giustificate mediante relazione tecnica;
  • successivamente riconosciute nel provvedimento di concessione.

Gli acquisti effettuati dopo la domanda ma prima della concessione vengono pertanto eseguiti sotto la responsabilità del richiedente, poiché il contributo spetta soltanto per le spese effettivamente ammesse in istruttoria. Le iniziative e tutti i pagamenti devono essere completati entro il 30 giugno 2027. La domanda di pagamento deve essere presentata sul SIAN entro il 7 luglio 2027.

9. Spese generali, IVA ed esclusioni

Le spese generali sono riconosciute forfettariamente nella misura massima del 5% dell’imponibile ammesso, senza necessità di rendicontazione. Non sono però ammesse per l’Azione B2.2. L’IVA è normalmente esclusa. Può essere riconosciuta soltanto quando sia effettivamente e definitivamente non recuperabile e tale condizione sia adeguatamente certificata. 

10. Rendicontazione e obblighi

Le spese devono essere pagate mediante bonifico, Ri.Ba., carta collegata al conto corrente aziendale o altro mezzo pienamente tracciabile. Non sono ammessi pagamenti in contanti. Le fatture devono essere intestate al beneficiario e riportare:

  • il CUP assegnato;
  • la dicitura “Reg. UE 2021/2115 anno apistico 2026/2027”;
  • il numero della domanda di aiuto, quando la fattura è emessa prima del provvedimento di concessione.
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