Regione Lazio - PNRR - Restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale

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Nome dell’Avviso e Programma di provenienza

Avviso: Avviso pubblico per la presentazione di proposte di intervento per il restauro e la valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale da finanziare nell’ambito del PNRR, Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, Component 3 – Cultura 4.0 (M1C3), Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.2: “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale” finanziato dall’Unione europea – NextGenerationEU 

Programma: PNRR – Regione Lazio

Tipologia di Richiedenti/ Beneficiari

Possono presentare domanda di finanziamento, purché proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni appartenenti al patrimonio culturale rurale in data antecedente al 31.12.2020, i seguenti soggetti:

  • le persone fisiche e i soggetti privati profit e non profit, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti;
  • gli enti del terzo settore e altre associazioni,
  • le fondazioni e le cooperative,
  • le imprese in forma individuale o societaria

Data di apertura/ scadenza della presentazione della domanda

Data di apertura: 13/04/2022

Data di chiusura: 20/05/2022 (ore 16.59)

Il contributo sarà erogato secondo modalità “a sportello”.

Valore Progettuale Minimo e massimo

Non indicati

Percentuale di cofinanziamento

80%. Il contributo è portato al 100% se il bene è oggetto di dichiarazione di interesse culturale, fermo restando la soglia massima di 150.000 euro.

Limiti inferiore e superiore di Cofinanziamento

Superiore: 150.000,00

Descrizione Sintetica

La misura è volta a sostenere progetti di restauro e valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale di proprietà di soggetti privati e del terzo settore o a vario titolo da questi detenuti, per garantire che tale patrimonio sia preservato e messo a disposizione del pubblico.

Saranno ammissibili anche progetti che intervengano su beni del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale di proprietà pubblica, dei quali i soggetti privati e del terzo settore abbiano la piena disponibilità, con titoli di godimento di durata pari almeno a 5 anni successivi alla conclusione amministrativa e contabile dell’operazione finanziata, mantenendo i vincoli di destinazione per analoga durata, fermo restando che deve essere assicurato che il sostegno dell’avviso non vada a coprire costi che già costituiscono impegni (o parte degli impegni) che il soggetto privato ha contratto con l’Ente pubblico.

A titolo esemplificativo e non esaustivo rientrano tra le tipologie di patrimonio culturale rurale oggetto di intervento:

  • edifici rurali: manufatti destinati ad abitazione rurale o destinati ad attività funzionali all’agricoltura (ad esempio mulini ad acqua o a vento, frantoi), che abbiano o abbiano avuto un rapporto diretto o comunque connesso con l’attività agricola circostante e che non siano stati irreversibilmente alterati nell’impianto tipologico originario, nelle caratteristiche architettonico costruttive e nei materiali tradizionali impiegati;
  • strutture e/o opere rurali: i manufatti che connotano il legame organico con l’attività agricola di pertinenza (fienili, ricoveri, stalle, essiccatoi, forni, pozzi, recinzioni e sistemi di contenimento dei terrazzamenti, sistemi idraulici, fontane, abbeveratoi, ponti, muretti a secco e simili);
  • elementi della cultura, religiosità, tradizione locale: manufatti tipici della tradizione popolare e religiosa delle comunità rurali (ad esempio cappelle, chiese rurali, edicole votive), dei mestieri della tradizione connessi alla vita delle comunità rurali.

I medesimi interventi potranno, inoltre, riguardare spazi aperti di pertinenza degli insediamenti rurali e aree produttive agro-silvo-pastorali che si caratterizzano come componenti tipiche dei paesaggi rurali tradizionali.

Non sono ammissibili operazioni riguardanti beni localizzati nei centri abitati.

Per tutte le suddette tipologie di architettura rurale è richiesto:

  • che sia intervenuta la dichiarazione di interesse culturale con corrispondente decreto ministeriale ai sensi del D.lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii

ovvero

  • che abbiano più di 70 anni e siano censiti o classificati dagli strumenti regionale e comunali di pianificazione territoriale e urbanistica.

I beni oggetto di intervento dovranno essere resi disponibili alla pubblica fruizione per un tempo congruo e previamente stabilito sentita la competente Soprintendenza in caso di beni sottoposti a tutela ai sensi del D.lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii. In ogni caso, l’intervento (mediante le necessarie comunicazioni relative all’inizio dei lavori) dovrà essere avviato entro il 30 giugno 2023 e concluso entro il 31 dicembre 2025 con attestato da certificato di regolare esecuzione, ovvero collaudo.

Gli interventi potranno altresì essere finalizzati alla realizzazione e allestimento di spazi da destinare a piccoli servizi culturali, sociali, ambientali turistici (escluso l’uso ricettivo), per l’educazione ambientale e la conoscenza del territorio, anche connessi al profilo multifunzionale delle aziende agricole.

Documentazione richiesta

In sede di presentazione della domanda di finanziamento, con le modalità indicate al presente articolo, il Soggetto beneficiario deve altresì allegare, sempre a pena di esclusione: 

a) Documento di identità del Soggetto proponente in corso di validità; 

b) Tavole di inquadramento dei beni/planimetria generale; 

c) Documentazione descrittiva del progetto: 

c.1) Relazione descrittiva dell’intervento, contenente gli elementi utili per la relativa valutazione di merito (MOD c.1) 

c.2) il quadro tecnico economico (QTE) (MOD c.2) 16 – 23 

c.3) il cronoprogramma di spesa (MOD c.3); 

d) Documentazione fotografica dello stato dei beni prima dell’intervento; 

e) Layout dei lavori da realizzare; 

f) Dichiarazione sostitutiva di atto notorio per l’attestazione di intervento che concorre a un progetto d’ambito (MOD f); 

g) Dichiarazione sostitutiva di atto notorio per epoca di costruzione superiore a 70 anni (MOD g); 

h) Titolo di proprietà/godimento del bene; 

i) Relazione sulle attività di fruizione del bene da parte del pubblico: articolazione temporale delle aperture, modalità di fruizione, target di pubblico (MOD i); 

j) Altra Documentazione: 

j.1) Dichiarazione sostitutiva di atto notorio di intervenuta dichiarazione di interesse culturale con corrispondente indicazione del numero del decreto ministeriale ai sensi del D.lgs. n. 42/2004 e ss.mm.ii (MOD j.1); 

j.2) autovalutazione sui criteri della tabella dell’art. 10 commi 4.1, 4.2 e 4.4 (MOD j.2); 

j.3) Dichiarazione sostitutiva di atto notorio con la quale, nel caso in cui la proprietà, il possesso, la detenzione, la gestione sia in capo a più soggetti, il Soggetto dichiara che è stato acquisito il consenso da parte di tutti i soggetti aventi titolo, i quali hanno condiviso la domanda di finanziamento ed i relativi documenti allegati (MOD j.3). 

Tutti gli allegati di cui ai punti c), f), g), i) e j) devono essere firmati digitalmente dal dichiarante; in caso di persona giuridica il dichiarante è il rappresentante legale; i modelli di cui al presente comma sono vincolanti secondo gli schemi allegati. 

Punti di attenzione

Nel caso di domanda di finanziamento presentata da possessori o detentori di beni del patrimonio culturale rurale deve essere prodotta apposita dichiarazione attestante l’autorizzazione del proprietario all’esecuzione dell’intervento oggetto di domanda di finanziamento.

Con riferimento ai progetti d’ambito, possono presentare domanda di finanziamento – comunque in forma autonoma i soggetti che, coesistendo in un determinato ambito territoriale, elaborano progetti contenenti interventi volti alla tutela di una circoscritta porzione di paesaggio. In caso di più interventi riconducibili ad un unico progetto d’ambito, le domande di contributo dovranno essere presentate singolarmente, secondo gli importi definiti al comma 2 dell’articolo riguardante la dotazione finanziaria; in questo caso la somma dei contributi richiesti non potrà eccedere il multiplo di euro 150.000,00 corrispondente al numero di interventi che compone il progetto di ambito.

Sono ammissibili anche progetti che intervengano su beni del patrimonio architettonico e paesaggistico rurale di proprietà pubblica e di cui i soggetti privati, profit e non profit, enti del terzo settore e altre associazioni ne abbiano la piena disponibilità, con titoli di godimento di durata pari almeno a 5 anni successivi alla conclusione amministrativa e contabile dell’operazione finanziata, mantenendo i vincoli di destinazione per analoga durata, fermo restando che deve essere assicurato che il sostegno finanziario del presente Avviso non vada a coprire costi che già costituiscono impegni (o parte degli impegni) già contratti dal soggetto privato con l’Ente pubblico proprietario. 

I soggetti richiedenti dovranno dimostrare di essere proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni ove intendono realizzare gli interventi, in data antecedente al 31.12.2020, nonché di impegnarsi a condurre l’attività oggetto dell’intervento per una durata residua, a decorrere dalla conclusione amministrativa e contabile dell’operazione finanziata, pari ad almeno 5 anni.

Ciascun soggetto richiedente può presentare una sola domanda di finanziamento per un solo bene oggetto di intervento. In caso di presentazione di più domande, sarà istruita solo ed esclusivamente la prima domanda pervenuta in ordine temporale, e saranno, invece, considerate non esaminabili le domande eventualmente pervenute successivamente alla prima.

Area di Cooperazione 

Regione Lazio

Partenariato

Non richiesto

Tipo di Finanziamento

Finanziamento a fondo perduto

Risorse complessive

48.024.154,14 Euro

Link Bando:

Avviso: https://www.regione.lazio.it/sites/default/files/documentazione/CUL-DD-G04542-13-04-2022-AllegatoA-PNRR-avviso-architettura-rurale.pdf

Programma:https://italiadomani.gov.it/it/home.html

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