MIMIT - Voucher Cloud e Cybersecurity 2026

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INFORMATIVA TECNICA

Voucher Cloud e Cybersecurity 2026

Sintesi della misura

Il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 è una misura nazionale finalizzata a sostenere la domanda di servizi di cloud computing e cyber security da parte di PMI e lavoratori autonomi, attraverso la concessione di un contributo a fondo perduto per l’acquisizione di soluzioni tecnologiche nuove, aggiuntive o migliorative rispetto a quelle già in uso. La disciplina di riferimento è contenuta nel decreto ministeriale 18 luglio 2025, mentre il quadro operativo uscirà con decreto direttoriale successivamente. 

La misura si inserisce nell’ambito delle politiche pubbliche di sostegno alla transizione digitale ed è orientata al rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica e della sicurezza informatica del sistema produttivo nazionale. Sono considerate ammissibili esclusivamente le spese riferite a servizi che introducano un effettivo avanzamento rispetto alla situazione di partenza del soggetto richiedente, con esclusione, pertanto, di acquisizioni aventi prestazioni analoghe a soluzioni già utilizzate. 

1. Dotazione finanziaria e regime di aiuto

La dotazione complessiva della misura è pari a 150.000.000 euro. Il decreto prevede inoltre una riserva territoriale di euro 71.065.813,34 destinata ai piani di spesa da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno, tra cui Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise e Sardegna. Le agevolazioni sono concesse ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831 “de minimis” e possono essere cumulate con altri aiuti di Stato nei limiti consentiti dalla disciplina europea applicabile. 

2. Soggetti beneficiari

Possono accedere all’agevolazione:

  • le PMI operanti sull’intero territorio nazionale; 
  • lavoratori autonomi operanti sull’intero territorio nazionale. 

Alla data di presentazione della domanda, i soggetti richiedenti devono disporre di un contratto per la fornitura di servizi di connettività con velocità minima in download pari a 30 Mbps. Per le imprese è inoltre richiesto che risultino regolarmente costituite, iscritte al Registro delle imprese e attive, nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria né sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie. È altresì richiesta la regolarità rispetto agli obblighi assicurativi contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali, nonché l’assenza di cause ostative previste dalla normativa sugli aiuti pubblici. 

Restano esclusi i soggetti operanti nei settori non ammissibili ai sensi della disciplina de minimis, inclusi, in particolare, quelli della produzione primaria di prodotti agricoli e quelli della trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, come richiamato anche nella scheda di preinformazione. 

3. Finalità dell’intervento

La finalità della misura consiste nel promuovere lo sviluppo e l’adozione di servizi applicativi digitali innovativi, agevolando l’acquisizione di servizi di cloud computing e cyber security da parte di imprese e professionisti. Il decreto chiarisce che sono ammissibili unicamente:

  • i servizi nuovi e aggiuntivi rispetto a quelli già nella disponibilità del beneficiario; 
  • i servizi che costituiscono un miglioramento delle soluzioni già in uso, sotto il profilo tecnologico e della sicurezza. 

Ne consegue che la misura non finanzia meri rinnovi di strumenti già adottati, né investimenti privi di effettivo contenuto incrementale.

4. Spese ammissibili

Sono ammissibili le spese sostenute per l’acquisizione di uno o più servizi di cloud computing e cyber security comprendenti hardware, software e servizi cloud. Il decreto individua espressamente le seguenti categorie di spesa:

a) Soluzioni hardware di cyber security: Firewall, firewall di nuova generazione (NGFW), router e switch sicuri, dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS). 

b) Soluzioni software di cyber security: Antivirus, antimalware, software di monitoraggio delle reti, soluzioni di crittografia dei dati, sistemi SIEM, software di gestione delle vulnerabilità. 

c) Servizi cloud infrastrutturali: Virtual machine, servizi di storage e backup, network & security, inclusi VPN e servizi DDoS, database. 

d) Servizi Cloud SaaS: Software di contabilità, soluzioni HRM, sistemi ERP/workflow, software CMS ed e-commerce, strumenti CRM. 

e) Servizi di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo: Rientrano inoltre, secondo la scheda di preinformazione, servizi specialistici collegati all’assessment di sicurezza, hardening, backup, disaster recovery, nonché costi di attivazione e canoni di abbonamento, purché riferiti a servizi nuovi o migliorativi rispetto all’esistente. Le consulenze specialistiche risultano ammissibili entro il limite del 30% dell’investimento.

 

 

5. Requisiti dei servizi e dei fornitori

Un elemento essenziale della misura riguarda la qualificazione dei servizi e dei fornitori. Il decreto stabilisce che tutti i servizi agevolabili devono essere:

  • qualificati come servizi cloud di livello 1 (QC1)
  • forniti da soggetti privati abilitati dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN)

In sede di domanda dovrà essere indicato il nominativo del fornitore prescelto, che dovrà necessariamente rientrare tra quelli abilitati. Il Ministero, in fase istruttoria, verificherà anche la corretta qualificazione del soggetto individuato per la fornitura dei servizi oggetto dell’istanza. 

L’accreditamento dei fornitori è previsto nel periodo compreso tra il 4 marzo 2026 e il 23 aprile 2026, secondo la procedura ministeriale dedicata. 

6. Entità dell’agevolazione

Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili, per un importo massimo concedibile pari a 20.000 euro per ciascun beneficiario. Il piano di spesa deve essere di importo non inferiore a 4.000 euro.

Poiché il contributo copre il 50% delle spese ammissibili, il tetto massimo di agevolazione di 20.000 euro corrisponde, in termini sostanziali, a un investimento agevolabile fino a 40.000 euro, ferma restando la verifica di ammissibilità delle singole voci di spesa. La scheda di pre-informazione richiama infatti una “richiesta massima” di 40.000 euro, coerente con il meccanismo del contributo previsto dal decreto. 

7. Durata dei piani di spesa

Il decreto distingue due ipotesi:

  • nel caso di acquisto diretto di uno o più servizi, il piano di spesa deve avere una durata non superiore a 12 mesidecorrenti dalla comunicazione del provvedimento di concessione; 
  • nei casi di abbonamento, la durata non può essere inferiore a 24 mesi; se l’abbonamento supera i 24 mesi, sono agevolabili solo le spese riferibili ai primi 24 mesi. 

Non sono in ogni caso ammissibili spese relative a servizi aventi prestazioni analoghe a quelli già in uso da parte del beneficiario. 

8. Modalità di presentazione della domanda

La misura opera mediante procedura valutativa a sportello. La domanda dovrà essere presentata attraverso il portale telematico che sarà reso disponibile dal Ministero. I termini e le modalità di presentazione saranno definiti con successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese. Pertanto, alla data attuale, la misura deve considerarsi non ancora aperta per la presentazione delle istanze da parte dei beneficiari finali. 

La domanda dovrà contenere, tra l’altro:

  • i dati anagrafici del richiedente; 
  • la descrizione dei servizi prescelti e delle relative modalità di acquisizione; 
  • l’indicazione del fornitore abilitato; 
  • la durata prevista del piano o dell’abbonamento; 
  • l’importo delle spese ammissibili e del contributo richiesto; 
  • l’indirizzo PEC per le comunicazioni. 

9. Documentazione essenziale da allegare

Il decreto prevede che, unitamente alla domanda, debbano essere trasmessi almeno i seguenti documenti:

  • dichiarazione sostitutiva attestante il possesso dei requisiti soggettivi; 
  • dichiarazione sostitutiva attestante la disponibilità del servizio di connettività minima di 30 Mbps; 
  • dichiarazione sullo stato di partenza del soggetto richiedente in termini di adozione di servizi cloud e cyber security e sul miglioramento previsto attraverso il nuovo investimento; 
  • offerte economiche relative ai servizi da acquisire, con indicazione analitica delle voci di costo. 

Il decreto richiede inoltre che dalle offerte emerga chiaramente lo stato di partenza del soggetto richiedente e l’upgradegarantito dai servizi oggetto di acquisizione, oppure, in caso di nuovo servizio, che lo stesso non sia già nella disponibilità del richiedente. Ogni soggetto beneficiario può presentare una sola istanza

10. Stato della misura al 2026

La misura risulta attualmente “in uscita”. La procedura per la presentazione delle domande da parte di PMI e professionisti è subordinata alla pubblicazione del decreto attuativo e dei successivi provvedimenti operativi che definiranno portale, modulistica, finestra temporale e criteri applicativi. 

11. Osservazioni conclusive

Il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 si configura come uno strumento di sostegno di particolare interesse per le PMI e per i lavoratori autonomi che intendono investire in infrastrutture digitali, servizi cloud e sicurezza informatica, con una copertura pubblica pari al 50% delle spese ammissibili. La misura presenta tuttavia un’impostazione tecnica rigorosa, in quanto richiede:

  • la dimostrazione del carattere nuovo o migliorativo dell’investimento; 
  • l’utilizzo di fornitori abilitati; 
  • la coerenza del piano di spesa con le categorie ammesse dal decreto; 
  • il rispetto dei requisiti soggettivi e documentali previsti dalla normativa di riferimento. 

Allo stato attuale, l’intervento non risulta ancora aperto alla presentazione delle domande dei beneficiari finali, in attesa dei provvedimenti attuativi ministeriali.

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